
La distanza che scompare
C’è un tipo di opere che nascono come scherzo e finiscono come referto clinico. Non perché fossero profetiche, ma perché hanno saputo cogliere, prima di altri, una deriva già in atto, ancora invisibile ai più. Idiocracy, uscito nel 2006 come commedia grottesca, appartiene a questa categoria ambigua e inquietante: film pensato per far ridere, oggi capace soprattutto di mettere a disagio. Rivederlo oggi produce una sensazione difficile da liquidare con la nostalgia o con l’ironia. Non è il futuro ad apparire assurdo; è il presente a sembrare improvvisamente troppo vicino. La distanza tra satira e realtà non si è semplicemente accorciata: si è assottigliata fino quasi a scomparire. Ciò che un tempo sembrava iperbole comica oggi somiglia a una deformazione minima del quotidiano.



















